Brutalmente onesto. La verità di Daniel Gardiner.

C'è qualcosa di assoluto nel linguaggio infantile. I bambini sono noti per il loro candore e la capacità di manifestare pensieri e sentimenti genuinamente. Ma la possibilità di esprimere percezioni e punti di vista puri è temporanea, a causa delle abitudini e consuetudini sociali che governano la vita di un individuo maturo.

La creatività e l'immaginazione sono spesso collegate all'infanzia, ma la perseveranza creativa è ciò che distingue un artista da una persona comune. La volontà di rallentare il processo di crescita sociale, solitamente condizionato da vincoli espressivi, caratterizza infatti molti artisti.


Paul Klee fu uno dei primi a rivolgere la propria ricerca verso il linguaggio infantile. Quando, nel 1902, ritrovò i suoi disegni d'infanzia, scrisse una lettera a Lily Stumpf, la sua ragazza, affermando che quegli schizzi erano la cosa più significativa che avesse mai fatto. Secondo Klee, prendere ispirazione dall'infanzia è un modo per riabbracciare uno status primordiale, necessario per evitare la razionalità e liberare una creatività incondizionata.


Fig. 1 Sano Shigejiro, cover of Domon Ken's "Hiroshima", 1958.

L’idea di un “ritorno alle origini” non comporta inevitabilmente superficialità di azione, permettendo al contrario l’avvio del processo di riqualificazione che caratterizza l’opera di maestri come Sano Shigejiro, ideatore della copertina del volume Hiroshima (Fig. 1). Il noto fotografo Domon Ken pubblicò il reportage fotografico dedicato al primo ordigno nucleare nel 1958, scegliendo le mani di Shigejiro per presentare al pubblico quella drammatica raccolta. Osservando la copertina, il riferimento alla sofferenza e alle cicatrici provocate dalla bomba appare evidente, ma risulta ancor più interessante la scelta di esprimere questo tipo di emozioni attraverso una composizione di carattere infantile. Servendosi di un linguaggio formalmente acerbo, ma senza svincolarsi dalla sua matura consapevolezza della realtà, l'artista rese il messaggio puro e universalmente comprensibile.



Fig. 2 Daniel Gardiner, There Is Always Money For War; Fig. 3 Daniel Gardiner, Power Corrupts Completely.

La coniugazione tra espressività infantile e coscienza matura caratterizza l'opera grafica di Daniel Gardiner. Esplicitamente influenzato da Jean-Michel Basquiat, l'artista inglese è un franco narratore della nostra epoca.

Il suo approccio artistico è di fatto in grado di fondere la purezza espressiva della comunicabilità infantile con la pragmatica razionalità dell’età adulta. Gardiner utilizza infatti un linguaggio ruvido e primordiale per affrontare sensibili problematiche contemporanee relative a politica, cultura, disagio sociale e malattie mentali. Il mondo è sia il pubblico che il soggetto. Non ci sono limiti geografici per interessarsi alla sua arte. La lingua è genuina, l'argomento è universale.


“CI SONO SEMPRE SOLDI PER LA GUERRA”, “L'APATIA VINCE SEMPRE - SONO IL MOSTRO?”, “QUANTO PER LA TUA ANIMA?”, grida Daniel attraverso i suoi grotteschi volti dagli occhi rossi (Fig. 2, 3). Il messaggio provocatorio è sempre supportato da un primitivismo grafico che permette di mostrare sentimenti e idee senza alcun tipo di filtro. Liberando la sua creatività dai processi di postproduzione, l’artista riesce a immortalare uno specifico stimolo espressivo. La sincerità infantile diventa scortese, osservando i problemi contemporanei attraverso gli occhi di un individuo cosciente. Daniel Gardiner è brutalmente onesto ed è un tratto insolito nella nostra società, ma è “ORGOGLIOSO DI ESSERE STRANO” (Fig. 4) e lo apprezziamo proprio per questo.


Fig. 4 Daniel Gardiner, Proud To Be Weird.