La pittura realista nell'era dell'alta definizione. Seguendo le pennellate di Virginia Vargas.

Il riassorbimento delle ombre della seconda guerra mondiale ha favorito una graduale rinascita culturale e tecnologica. Il perfezionamento della ricerca scientifica ha mostrato il suo ambivalente potenziale produttivo. Abbiamo compiuto passi da giganti in campi onorevoli come la medicina, ma abbiamo anche continuato stolidamente a “ottimizzare” la produzione di armi mortali. Dicono che la storia dovrebbe essere la miglior insegnante, a quanto pare, noi, non eccelliamo tra gli studenti. Quanto è certo, però, è che la Storia traccia segni indelebili, necessari per contestualizzare un cambiamento specifico. Il miglioramento della comunicazione di massa caratterizza indubbiamente il presente e l'avvento dell'alta definizione ha modificato il nostro senso delle distanze.


Un'immagine realistica ha un grande potere sulle nostre menti. La rappresentazione iconografica della realtà è in grado di influenzare il punto di vista degli osservatori e di confonderne le percezioni. Il realismo figurativo può ridurre lo spazio tra il soggetto ritratto e lo spettatore, ma può anche amalgamare le esperienze di individui diversi, creando quello che viene generalmente chiamato “immaginario collettivo”. Un'immagine vale più di mille parole, proprio perché è libera dai limiti del linguaggio. Non servono particolari prerequisiti etnico-linguistici per comprendere un'immagine figurativa e quando la rappresentazione è profondamente simile alla realtà tutto sembra così ordinario. La televi