Abbracciare l'incertezza. La poetica dannazione di Mingzhang Sun.

C'è una lotta che non finirà mai, un eco destinato all'eternità. È un conflitto incessante e non ci sono vincitori. L'equilibrio sembra fuori portata; dobbiamo praticare il distacco per riuscire a vivere completamente. La libertà di lasciarsi andare è la chiave. Qual è il nostro scopo? Perché viviamo? Non possiamo controllare tutto, è questa la cosa più difficile da accettare.


Spesso ci troviamo intrappolati in abitudini che non ci appartengono, non riusciamo ad esprimerci. Cosa stiamo aspettando? Niente sta arrivando, tranne quello che è già qui. È come un nodo formatosi nelle viscere, qualcosa che rimane con noi per tutta la vita. Ma quel nodo può essere sciolto e dobbiamo sapere come. Come? Accettandoci. Nessun vincitore, solo coesistenza.


Per prima cosa dobbiamo abbracciare la nostra fragilità, esplorare i nostri impulsi e lasciarli liberi. Solo così possiamo riempire il nostro insignificante "palloncino nero" (Fig. 1), e Mingzhang Sun ci mostra come fare. Metabolizzando lo scontro tra reattività e passività, iconograficamente rappresentato da accostamenti cromatici dissonanti, ha infatti saputo ripristinare la loro vitale convivenza. In questo modo, l'artista ci lascia intravedere la sua realtà interiore, trovando nella pittura il mezzo idoneo all’esplorazione dell’intimità.


Fig. 1 Mingzhang Sun, Black Balloon.


Mingzhang Sun ha una virtù magnetica: la sua ruvida sensibilità. È governato da stimoli contrastanti che lacerano i suoi soggetti. Sedotto dai suoi stessi demoni, il pittore mostra un violento taglio neo-espressionista, efficace tanto quanto quello di Bacon. Animato da una tumultuosità sotterranea, quella delle menti creative, scava tra le sue ombre facendo di ogni tela uno specchio spirituale attraverso il quale affrontare, riconoscere e digerire le sue paure.


Fig. 2 Mingzhang Sun, Prophecy.

L'atto creativo è indomabile. La volontà di andare oltre le esperienze personali, provare qualcosa di nuovo e trovare ciò che non può essere trovato è biologicamente condizionata dall'eterno bisogno di addomesticarsi. Le sue opere, infatti, sono il frutto di obblighi emotivi e mostrano un talento genetico per l'indagine psichica, che gli consente di ritrarre la selvaggia eterogeneità dell’interiorità umana.


Dipinti come Prophecy (Fig. 2) riflettono questo tipo di condizione. Chi è Mingzhang Sun? Un vortice di emozioni contrastanti. Uno spirito poliedrico che cerca di definire sé stesso. Ma definire è delimitare e alcune pulsioni sono incontrollabili. I demoni devono essere liberi per essere accettati. Devono fluttuare in un vortice, dobbiamo capire il loro essere e assimilare i loro riflessi. Tutto sembra ciclico ma le sfumature sono infinite. Dobbiamo abbracciare la nostra incertezza e farne consapevolezza.