Scheda: Alfonso Bisson, Vita e Morte.


Alfonso Bisson, Vita e Morte, 1991.

Titolo: Vita e Morte


Artista: Alfonso Bisson


Tecnica: Olio su tela


Dimensioni: Cm 80 x 110


Genere: Figurativo


Datazione: 1991


Soggetto: I villaggi dell’Africa Occidentale di metà Novecento.


Descrizione: L'opera, ispirata a un viaggio in Africa (1952), mostra il legame indissolubile tra la vita, incarnata dalla nuova nascita, e la morte, nascosta da un telo bianco da cui emergono piedi inanimati. Si tratta di una scena toccante e potente che, a distanza di molti anni, richiama l'attenzione su un problema ancora di grande attualità: le precarie condizioni di vita nei paesi del Terzo Mondo.


Iconografia: Il kaftan, tradizionale abito femminile dell'Africa Occidentale.


Artista: Alfonso Bisson nasce a Milano nel 1924. Figlio dell’industriale Virgilio Bisson, cresce in un ambiente stimolante e culturalmente appagante. Dopo aver intrapreso gli studi classici, abbandona la formazione accademica per prender parte alla Resistenza italiana contro il regime fascista. È una scelta ponderata, frutto di una salda educazione all’uguaglianza e un desiderio imprescindibile di libertà. L’esperienza della guerra, vissuta in giovane età, segna definitivamente la sua natura e pone le basi alla costante crescita umana e virtuosa che caratterizzerà la seconda parte della sua vita. È l’amore per il sapere a guidarlo e, dopo una serie di fisiologici alti e bassi, decide di donare la propria intimità alla ricerca e allo studio delle arti. Guidato da un’insaziabile curiosità e voglia di esplorare “il diverso”, Bisson arricchisce la propria anima viaggiando per il mondo e dedicando il proprio tempo alla pittura, alla fotografia, alla poesia, allo studio delle lingue e alla musica dei grandi maestri classici. Discendente del celebre pittore Giuseppe Bernardino Bison (1762-1844), frequenta la Milano di Lucio Fontana e plasma gradualmente il proprio linguaggio espressivo. Autore di diversi ritratti commissionati da personalità della televisione italiana, trova nell'essere umano, nella sua accezione più ampia, lo stimolo genitore dei suoi impulsi creativi. La sua produzione pittorica è caratterizzata da una costante analisi delle sfumature della quotidianità umana, esaminata sia spiritualmente che sensibilmente. Le sue composizioni, marcate dalla plasticità delle forme, portano in scena personaggi fisionomicamente assoluti, immersi in atmosfere metafisiche in cui riecheggia indisturbata la melodia di un silenzio eloquente.